La Storia... - Comitato Cascina Gatti

Vai ai contenuti

Menu principale:

La Storia...

Cassina de' Gatti, Cassina de Gatti, Cascina de Gatti,
Cascina Gatti, quattro nomi, quattro secoli di storia....

La Storia...di Cascina Gatti incomincia da una indicazione scritta sopra un atto di donazione fatto da Benedetto di Cologno della famiglia dei Leopegesi, di stirpe longobarda:
”… dal ponte Sunderasco passa la via che da Sundro va verso Sertola …”
Datata 13 Maggio 842 e dove per la prima volta viene menzionato il villaggio di Sundro (identificato già nel secolo scorso con Cascina Gatti, mentre Sertola è la Cascina S. Maria di Cologno.
Dunque la nostra storia potrebbe avere avuto inizio proprio nella seconda metà del Primo Millennio. L’ epoca imperiale romana è ormai tramontata quando l’ Italia settentrionale, popolata da non più di un milione di abitanti di origine romano-gallica, viene invasa da genti provenienti dalle rive del Mar del Nord, in numero forse superiore alle duecentomila unità.
L’occupazione delle genti longobarde ha inizio. Il territorio preso in esame si amplia, accanto alla realtà dei villaggi sorgono nuove costruzioni, i beni dei proprietari romani vengono confiscati e molte terre incolte vengono coltivate. Vite e cereali sono le colture primarie mentre sul Lambro si moltiplicano mulini i cui impianti garantiscono la macinazione delle farine.
Anche la lingua si modifica, pur mantenendo l’ impianto latino si intesse sempre più di termini ed espressioni longobarde.
Trasformazioni avvengono anche nell’ ordinamento ecclesiastico dopo la fondazione  a Monza della Basilica di Sant’ Ambrogio, ad opera della regina Teodolinda.
Così nell’ 830 il Monastero di San Giovanni  possiede beni  e terre in Cologno  (la stessa donazione di Benedetto citata all’ inizio è concessa al Monastero in pagamento dei debiti contratti); nell’ 853 il prete Deusdedit e il fratello Senatore destinarono i loro beni per la costruzione di uno “xenodochium” (ospizio per pellegrini) in Octavo; un Monastero dedicato a San Nicolao è conosciuto fin dal 1053. Infine, l’ ordine degli Umiliati verso il 1100 moltiplica le sue case fino a raggiungere il numero di duecento,compresa quella di Sesto appartenente al “Fagium (provincia) de Martesana de Medio”.
Anche Sundro ha la sua chiesa, dedicata a Santa Maria (menzionata in una bolla di Papa Alessandro III del 1169).
Il tramonto del regno longobardo avviene proprio in quel nono secolo che ci ha fornito i documenti per l’identificazione del borgo di Cascina Gatti. Ed avviene per opera dei “signori” laici che porgono i loro controlli su tutti i beni della Basilica di Monza (simbolo della nazionalità longobarda) e le sue chiese.
Passano gli anni e gli eventi, e in un atto redatto l’ 11 ottobre dell’ anno 992 il nome Sundro compare quando un prete della Basilica Monzese assegna ad Adelberto de “vico Sexto” case e beni in “ Sesto, Sundro, Tenebiaco, Valedeo”.
Qualcosa però cambia per il nostro villaggio. Ed è il suo nome, che deriverà, in quello stesso secolo, da una famiglia Gatta (o Gatti) che lì visse.
La memoria dimentica del tutto l’ origine longobarda di Cascina Gatti. Così tre secoli più tardi, a Roma, Egnazio Danti rappresenta pittoricamente il “Mediolanensis Ducatus”. E lungo il corso del Lambro a nord di Milano dipinge i simboli di un borgo abitato e vi oppone il nome: Cà de Gatui…

Brano tratto dal Volume " Cassina de Gatti - Corte di Monza. un borgo e la sua gente"
il sestante, centro di ricerca arte e cultura


Torna ai contenuti | Torna al menu